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Evitare diete estreme, digiuni e vomito provocato per controllare il peso: se si vuole dimagrire, agire sul movimento

  • Massimo valore
  • Prove A
  • Anni di vita
  • Gratis
  • Pochi minuti
  • Senza forza di volontà

In parole semplici

Chi soffre di anoressia nervosa ha una probabilità di morte circa 5,9 volte quella dei coetanei. Ogni 1.000 persone seguite per un anno, 5,1 muoiono. Tra quelli che muoiono, 1 su 5 si toglie la vita. La porta d'ingresso è proprio la dieta: seguendo per 3 anni 44 scuole medie, le ragazze che facevano diete severe avevano 18 volte più probabilità di sviluppare un disturbo alimentare rispetto a quelle che non facevano diete. Se vuoi controllare il peso, fai più movimento e non mangiare così poco da avere fame.

Costo

Non costa nulla. Anzi, si risparmiano i soldi dei prodotti dimagranti.

Cosa ci guadagni

Sintesi di 36 studi. Il gruppo con anoressia nervosa ha accumulato 166.642 anni-persona di osservazione (la somma degli anni seguiti per ciascuna persona). Il suo rapporto di mortalità standardizzato (SMR) è 5,86, cioè una probabilità di morte circa 5,9 volte quella dei coetanei. Ogni 1.000 anni-persona si contano 5,1 morti, cioè 5,1 morti ogni 1.000 persone seguite per un anno. Circa 1 su 5 dei morti è per suicidio. Per la bulimia l'SMR è 1,93, e per gli altri disturbi alimentari è 1,92: circa 1,9 volte il rischio dei coetanei. Un altro studio, condotto in 44 scuole medie nello Stato di Victoria in Australia, ha seguito per 3 anni studenti di 14-15 anni, misurando la stessa coorte 6 volte nell'arco dei 3 anni. Tra le ragazze, i nuovi casi di disturbo alimentare sono stati 21,8 ogni 1.000 anni-persona, cioè 21,8 nuovi casi all'anno ogni 1.000 ragazze. Le ragazze che seguono diete severe hanno un rischio di insorgenza 18 volte quello di chi non fa diete; chi fa diete moderate ha un rischio 5 volte quello di chi non fa diete. Dopo un ulteriore aggiustamento per le diete precedenti e per i sintomi psichiatrici già presenti, si tolgono gli effetti di «aver già fatto diete» e di «avere già sintomi psichiatrici». Dopo questo aggiustamento, il BMI (indice di massa corporea: peso diviso altezza al quadrato), l'attività fisica e il sesso non predicono più i nuovi disturbi alimentari. Gli autori concludono: «Nei giovani, controllare il peso con il movimento invece che limitando il cibo sembra associato a un rischio più basso di disturbi alimentari».

Note

«Diete severe» qui significa tenere l'alimentazione per molto tempo ben al di sotto del fabbisogno del corpo; non vuol dire saltare un pasto o rinunciare allo spuntino di notte. Se hai già avuto vomito provocato, abbuffate seguite da sensi di colpa, o pesi continuamente il peso senza riuscire a smettere, rivolgiti a uno psichiatra o al servizio di psicologia clinica di un ospedale generale. È una malattia con cure consolidate, non una questione di forza di volontà. Il rapporto tra BMI e mortalità è in §2.32, che parla dell'intervallo di peso nel lungo periodo, non dei metodi per dimagrire.

Livello delle prove
A : Numeri precisi da meta-analisi, grandi studi di coorte o studi randomizzati; per leggi e politiche, il testo ufficiale.
Fonti
  1. Arcelus J et al. (2011). Mortality rates in patients with anorexia nervosa and other eating disorders. A meta-analysis of 36 studies. Arch Gen Psychiatry. https://doi.org/10.1001/archgenpsychiatry.2011.74
  2. Patton GC et al. (1999). Onset of adolescent eating disorders: population based cohort study over 3 years. BMJ. https://doi.org/10.1136/bmj.318.7186.765

Tradotto dall’originale cinese. Libro originale, sezione 28, consiglio 1. Questa sezione parla di salute e farmaci. Sono informazioni generali, che non sostituiscono la diagnosi o la prescrizione di un medico. Il contenuto può essere superato e le regole cambiano da luogo a luogo. Per una pratica, una visita medica o una causa, segui quello che dicono l’ente, il medico o l’avvocato. Avvertenze