Non pagare subito una consulenza sul lutto, ma verificare prima se il tuo dolore si è davvero bloccato (i sintomi di §29.8)
- Buon valore
- Prove A
- Denaro
- Gratis
- Pochi minuti
- Senza forza di volontà
Se in questo momento pensi di toglierti la vita, chiama il 118 o parlane subito con una persona di fiducia.
In parole semplici
Offrire una consulenza psicologica a tutti quelli che hanno perso una persona cara porta pochi benefici, che poi si perdono nel tempo, perché la maggior parte delle persone si riprende da sola. Ma per chi non riesce più ad adattarsi, la terapia funziona quanto quella per altri problemi psicologici. Quindi confronta prima la tua situazione con §29.8 (quando il lutto si blocca, rivolgersi alla psichiatria) e solo se ti riconosci spendi questi soldi.
- Costo
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Nessun costo, e così si risparmia la spesa per la consulenza.
- Cosa ci guadagni
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Sono stati riuniti 61 studi di controllo. Gli interventi psicologici offerti a tutte le persone in lutto danno piccoli benefici alla fine della terapia, e dopo un po' non se ne vedono più. Gli interventi riservati a chi «non riesce più ad adattarsi» funzionano quanto la psicoterapia per altri problemi psicologici. Gli studi che non hanno selezionato i partecipanti hanno dato risultati scarsi, perché il gruppo di controllo, senza intervento, migliorava comunque col tempo. Altri 14 studi con assegnazione casuale: per chi ha già un problema, il trattamento porta risultati chiaramente migliori del gruppo di controllo, alla fine e nei controlli successivi, e l'effetto cresce nel tempo. Gli interventi preventivi offerti a tutti quelli che non hanno ancora problemi non hanno effetto. Uno studio ha seguito 205 persone dal periodo prima della vedovanza fino a 6 e 18 mesi dopo, individuando 5 traiettorie: lutto normale, lutto prolungato, depressione prolungata, miglioramento durante il lutto, resilienza (la capacità di reggere senza crollare). La resilienza è la più comune, il lutto normale relativamente raro.
- Note
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Significa «non serve a tutti», non «nessuno deve farlo». Chi è a rischio elevato per una perdita da suicidio, incidente o omicidio (vedi §29.4), o chi ha un lutto bloccato (vedi §29.8: rivolgersi alla psichiatria), è proprio chi ha prove a favore dell'intervento. Una revisione pubblicata su Lancet arriva alla stessa conclusione: il lutto non è una malattia, e la maggior parte delle persone non ha bisogno di interventi specialistici. Le energie vanno concentrate su chi è a rischio e su chi sviluppa un lutto complicato, depressione o disturbo da stress dopo la perdita.
- Livello delle prove
- A : Numeri precisi da meta-analisi, grandi studi di coorte o studi randomizzati; per leggi e politiche, il testo ufficiale.
- Fonti
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- Currier JM, et al. (2008). The effectiveness of psychotherapeutic interventions for bereaved persons: a comprehensive quantitative review. Psychological Bulletin. https://doi.org/10.1037/0033-2909.134.5.648
- Wittouck C, et al. (2011). The prevention and treatment of complicated grief: a meta-analysis. Clinical Psychology Review. https://doi.org/10.1016/j.cpr.2010.09.005
- Bonanno GA, et al. (2002). Resilience to loss and chronic grief: a prospective study from preloss to 18-months postloss. Journal of Personality and Social Psychology. https://doi.org/10.1037/0022-3514.83.5.1150
- Stroebe M 等 (2007). Health outcomes of bereavement. Lancet. https://doi.org/10.1016/S0140-6736(07)61816-9(备注里那份综述)
Tradotto dall’originale cinese. Libro originale, sezione 29, consiglio 9. Il contenuto può essere superato e le regole cambiano da luogo a luogo. Per una pratica, una visita medica o una causa, segui quello che dicono l’ente, il medico o l’avvocato. Avvertenze